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RASSEGNA STAMPA 


Mercoledì 30 Luglio 2008
  Verso il Consiglio dei ministri. Provvedimento pronto per Palazzo Chigi

Appalti, sì delle Camere al decreto correttivo

Il Senato chiede di reintrodurre la prelazione per il promotore


Giuseppe Latour - Il Sole 24 Ore
ROMA
▬ Il terzo decreto correttivo del Codice Appalti viaggia verso il traguardo. Arrivati ieri i pareri di Camera e Senato con una maratona delle commissioni conclusasi in serata a Palazzo Madama, l’intenzione del Governo è portare il testo nel Consiglio dei ministri di venerdì.
Un primo segnale di quali novità ci saranno rispetto all’ultima versione del decreto arriva proprio dai due pareri. Pareri con molti elementi di contatto, a partire da project financing e prelazione. Sul punto, e sui richiami comunitari, il relatore del parere al Senato, Angelo Cicolani: «Bruxelles non si era detta contraria alla prelazione in toto, ma a una procedura non trasparente in materia di pubblicità».
Per questo il Senato ha chiesto di reintrodurre la prelazione, tagliata in seguito ai rilievi Ue, pur lasciando intatte le linee essenziali della nuova finanza di progetto, con una gara unica strutturata in due sub procedimenti. E’ stata poi chiesta l’introduzione dell’obbligo per le amministrazioni aggiudicatrici di rispondere alle domande di affidamento dei privati, laddove questi rispettino i requisiti di uniformità urbanistica. In caso di mancata risposta è prevista una sanzione.
Il secondo snodo di entrambi i pareri è costituito dalle opere di urbanizzazione a scomputo. La proposta più drastica parte dalla Camera. A parlare è Mauro Pili, relatore del parere alla Camera: «La nostra idea è passare dal regime appaltistico a quello di concessione di lavori, dando ai privati in automatico il compito di realizzare tutte le opere di urbanizzazione». Visti i rilievi della Ue, però, questa ipotesi sarà difficilmente accoglibile. Appare più solido il testo del Senato. Palazzo Madama definisce, infatti, per le opere sopra soglia una procedura di gara più dettagliata che tiene in maggiore considerazione le esigenze e i tempi del titolare del permesso a costruire rispetto alla precedente versione.
Da rivedere le norme in materia di opere ad alto contenuto tecnologico. Le commissioni hanno dato parere positivo all’ipotesi di subappalto verso l’impresa specializzata. Allo stesso modo, però, entrambe si sono pronunciate contro il ribasso massimo dell’8 per cento. «Una previsione incomprensibile – commenta Cicolani -: questa ipotesi di subappalto va equiparata alle altre». E hanno espresso parere favorevole a una «stringente rivisitazione» degli elenchi delle specialistiche.
Altra sovrapposizione significativa sul capitolo prezzi. La Camera, sul punto, è esplicita. E chiede che le stazioni appaltanti possano, su proposta dell’aggiudicatario, «valutare l’opportunità di concedere l’anticipazione, anche parziale, delle spese relativamente ai materiali per le costruzioni suscettibili di possibili, forti oscillazioni di prezzo sul mercato».
Ultimo tema: l’esclusione automatica delle offerte anomale sotto soglia. La Camera non ne fa menzione. Mentre il Senato stabilisce il tetto a un milione per i lavori e a 100mila euro per servizi e forniture. Lasciando, in questi ipotesi, attiva l’esclusione.

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