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RASSEGNA STAMPA 


Lunedì 6 Ottobre 2008
 

Appalti, la riforma dal 17 ottobre

Pubblicato sulla «Gazzetta» il terzo decreto correttivo: è il n. 152


L’ultima riforma degli appalti scatterà dal 17 ottobre. È approdato finalmente sulla «Gazzetta Ufficiale» del 2 ottobre (supplemento ordinario n. 277) il decreto legislativo 152/2008, finora conosciuto come terzo decreto correttivo del codice. In questi pochi giorni scatta quindi la corsa delle amministrazioni appaltanti a svuotare i cassetti e pubblicare tutti i bandi già pronti con la vecchia cornice normativa. La data del 17 ottobre infatti come di consueto fa da spartiacque tra la nuova e la vecchia disciplina. E c’è anche chi ipotizza un consueto quanto fisiologico rallentamento del mercato nei giorni immediatamente successivi all’arrivo delle nuove regole.

Le nuove gare
Tra le novità principali c’è sicuramente la gestione delle gare di fascia medio-piccola: dal 17 ottobre si abbassa la soglia entro la quale le amministrazioni possono escludere in via automatica le offerte anomale, senza verificarle una a una con i candidati. Per i lavori si passa dagli attuali 5.150 milioni a un milione. Per i servizi e forniture si scende a 100mila euro (prima erano 206mila per i servizi e 133 per le forniture).
Sempre in questi ultimi due settori sarà liberalizzato l’avvalimento, ovvero il prestito dei requisiti. Per i lavori invece resta l’obbligo per il concorrente di avvalersi di una sola ausiliaria per ogni singola categoria. Ma viene introdotta un’eccezione, affidata alla scelta discrezionale dell’ente appaltante. Questa infatti potrà ammettere eccezioni, «in ragione – recita il nuovo articolo 49 – dell’importo dell’appalto o della peculiarità delle prestazioni».
Più controlli anche sui subappaltatori che dovranno dimostrare di non essere incappati in una delle tante situazioni che giustificano l’esclusione dalle gare (fallimento, misure di prevenzione ecc.).
Dal 17 ottobre scatta anche la corsa alla riqualificazione: si apre cioè la finestra di due anni (fino al 31 dicembre 2010) in cui le imprese di costruzioni potranno utilizzare un arco di tempo più lungo ai fini della qualificazione: dieci anni per i certificati lavori, i migliori cinque anni del decennio per i requisiti tecnico-economici.

Il project financing
Ma la novità di maggiore impatto del Dlgs 152 è sicuramente la riforma del project financing. Legare si sdoppiano: torna, in versione semplificata, la vecchia procedura basata sulla prelazione del promotore, ma, in alternativa, è possibile anche una gara in un’unica fase per selezionare direttamente il concessionario, che dovrà però accettare di apportare al suo progetto gratuitamente tutte le modifiche richieste in fase di sviluppo definitivo. Prevista anche una terza via, con cui i privati possono risvegliare l’interesse delle amministrazioni quando queste non pubblicano avvisi di ricerca dei privati.
Da notare che anche per la finanza di progetto il nuovo decreto attribuisce all’amministrazione un grande potere discrezionale nella scelta tra le varie procedure di quella più idonea. Sarà quindi l’amministrazione a decidere se assegnare o meno il vantaggio competitivo della prelazione.
VALERIA UVA - Edilizia e Territorio 6 -11 ott. 2008

DL163-06mod-DL152-08.zip



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