Valeria Uva – Il Sole 24 Ore ▬ Il regolamento degli appalti riparte. Il ministero dell’Economia ha infatti dato il proprio via libera e lo ha ritrasmesso al ministero delle Infrastrutture. Terminato il lungo giro di concertazione con gli altri ministeri interessati, ora le Infrastutture possono rivedere il testo e spedirlo al Consiglio di Stato per l’ultimo parere obbligatorio, da rendere entro 45 giorni. In pratica il Governo vuole licenziare il decreto entro l’estate, dopo uno stop di un anno e mezzo. Quello del Regolamento di attuazione del Codice degli appalti, infatti, è un cammino difficile e tortuoso. Approvato in via definitiva dal Consiglio dei ministri nel lontano dicembre 2007, è stato poi bocciato dalla Corte dei conti con una serie di osservazioni che hanno causato una lunga riscrittura. Giovedì gli ultimi rilievi dell’Economia che non minano l’impianto del testo. Il ministero di Tremonti infatti ha chiesto attenzione per i profili che riguardano la spesa pubblica e l’adeguamento delle norme sul project financing. In pratica si chiede l’introduzione della gara unica nella finanza di progetto per servizi e forniture. In più, l’Economia guarda con attenzione soprattutto agli introiti che derivano dal servizio di qualificazione del general contractor che potrebbero rappresentare una fonte di incasso per l’Erario. Ora invece vengono ripartiti tra i dipendenti che controllano le grandi imprese. Una volta sbloccato il Regolamento servirà soprattutto a introdurre sanzioni sia per le imprese edili che per le società di controllo (Soa) che dichiarano il falso negli appalti. Prevista anche una riforma dell’accesso alla categoria impiantistica. L’arrivo del Regolamento non è stato l’unico tema al centro del convegno organizzato all’interno di Euro Pa di Rimini dall’associazione dei tecnici degli enti locali (Unitel). Il fronte più caldo è stato quello del taglio operato sull’incentivo ai tecnici per la progettazione, sceso dal 2 allo 0,5% del valore dell’opera progettata. Per Bernardino Primiani, presidente Unitel «aver tagliato questi fondi porterà a un aumento degli affidamenti esterni e così si disperderà quel patrimonio di professionalità acquisito negli anni dalla pubblica amministrazione». E se il consigliere dell’Autorità di vigilanza, Alessandro Botto, ha aperto uno spiraglio ricordando alle amministrazioni come «la riduzione vale solo per i propri progetti, mentre se si svolge un servizio per altre amministrazioni il prezzo va contrattato nella convenzione», Giuseppe Chiné, consigliere di Stato ora al ministero dell’Economia, ha tolto ai tecnici ogni speranza sulla possibilità di vedersi riconosciuto ancora il bonus intatto per progetti fatti negli anni passati ma pagati nel 2009. «La norma funziona con il principio di cassa e non di competenza e quindi tutto ciò che viene liquidato da gennaio va ridotto» ha chiarito superando un’interpretazione opposta della Corte dei conti. Aurelio Misiti, parlamentare dell’Idv, ma anche ex presidente del Consiglio dei Lavori pubblici, ha proposto «di trasferire l’incentivo alle leggi regionali che attueranno il piano casa». …………………………………………………… IL PERCORSO Parola alle Infrastrutture Via XX Settembre chiede la gara unica nel project financing per servizi e forniture
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