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RASSEGNA STAMPA 


Venerdì 18 Dicembre 2009
  Consiglio dei ministri. Primo «sì» all’attuazione del codice del 2006, concertata con gli operatori

GLI APPALTI RIFORMANO L'ACCESSO

Transizione graduale verso il nuovo sistema di qualificazione


Valeria Uva - Il Sole 24 Ore

ROMA
▬ «Un regolamento di semplificazione che racchiude in un unico testo le disposizioni attuative riguardanti i contratti di lavori, servizi e forniture». Così il ministro delle Infrastrutture, Altero Matteoli, commenta con soddisfazione il primo via libera del consiglio dei ministri al “suo” regolamento degli appalti. Un passo avanti a lungo atteso da tutti i fornitori della pubblica amministrazione perché è lo stesso codice degli appalti del 2006 che delega alle norme di attuazione la definizione di alcuni strumenti nuovi come l’appalto integrato di progettazione ed esecuzione insieme e l’accordo quadro, con cui affidare in un’unica gara una serie “aperta” di lavori o servizi.
Come ha sottolineato lo stesso Matteoli, la nuova versione del decreto è frutto «di una intensa attività di concertazione con le associazioni di categoria e le maggiori stazioni appaltanti pubbliche». Si spiegano così alcune aperture concesse, per esempio, ai costruttori che hanno ottenuto una partenza diluita lungo tutto un anno della riforma del sistema di qualificazione. Sull’altro fronte, anche le stazioni appaltanti potranno continuare a validare e verificare i progetti con la propria struttura interna e avranno tempo fino al 2013 per creare un organismo interno separato. I progettisti, invece, hanno ottenuto una particolare attenzione al nodo dei maxiribassi che stanno flagellando il mercato: il regolamento non elimina – perché non può farlo – del tutto il criterio del massimo ribasso nei servizi di ingegneria ma, tra le righe, sembra indicare la strada alternativa, quella dell’offerta economicamente più vantaggiosa, come la via preferita per questo tipo di gare. E in modo esplicito impone di assegnare la quota preponderante dei punteggi (65 su 100) ai fattori qualitativi dell’offerta a scapito del prezzo.
Ma il capitolo su cui il provvedimento va a incidere di più è quello della qualificazione, ovvero dei meccanismi di accesso al mercato delle opere pubbliche. Prima con un’azione moralizzatrice. Partono subito infatti, senza attendere i sei mesi di vacatio previsti per tutto il resto del regolamento, le sanzioni alle imprese che presentano certificati dei lavori falsi e alle società private di verifica dei requisiti (Soa) che agiscono in modo scorretto. I primi rischiano multe fino a 50mila euro e, nei casi più gravi, l’espulsione dal mercato per un anno o la perdita completa dell’attestazione. Sanzioni pecuniarie anche per le Soa, da utilizzare come deterrente al posto dell’unica – troppo drastica – sanzione della revoca prevista fino a oggi. Più a lungo termine si imposta la revisione delle lavorazioni in cui è suddiviso il mercato e si individuano con più precisione alcune “nicchie”, come il restauro o la prefabbricazione di facciate continue in acciaio. Inoltre si aumenta il numero delle categorie specialistiche che devono essere per forza affidate a imprese qualificate del settore e non a quelle generaliste. Accolta poi la richiesta dell’Ance e delle piccole e medie imprese di articolare di più il sistema: saranno istituite due nuove classifiche intermedie di qualificazione: la III bis, in cui si posizionerà chi può svolgere lavori per un importo a base d’asta da 1,033 milioni a 1,5, e la IV bis, per la fascia da 2,582 milioni a 3,500. Sul fronte della progettazione il regolamento indica in modo vincolante tutti i contenuti degli elaborati, a partire dallo studio di fattibilità. Il consiglio dei ministri ha approvato senza modifiche lo schema che deve ora ricevere il visto della ragioneria e poi essere inviato al consiglio di stato per il parere.
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IL LUNGO CAMMINO
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Il codice degli appalti
• Nel 2006 il testo unico demanda le regole di dettaglio a un regolamento

La prima versione
• Nel dicembre 2007 il governo Prodi approva in via definitiva un primo testo per i contratti di lavori, servizi e forniture

Lo stop
• Nel maggio 2008 arrivano i rilievi della corte dei conti

L’aggiornamento
• In seguito ai rilievi e alle istanze degli operatori, Matteoli porta in consiglio dei ministri un nuovo schema

L’entrata in vigore
• Scatterà dopo 180 giorni dalla pubblicazione in «Gazzetta».


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